pensiero - CRISTINA ROCCA

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PENSIERO


Oggetto di indagine sono le suggestioni visive date dai sogni e dalla memoria.
Al coinvolgimento dei sensi, anche epidermico, ottenuto grazie alle possibilità tecniche ed espressive proprie dell’olio su tela, le immagini sembrano tendere unitamente ad una predisposizione al racconto, mostrando una matrice letteraria non tanto come fonte di ispirazione, ma relativa alla presenza di un soggetto che può alludere ad una durata temporale, ad una trama, non esplicitata e perciò misteriosa.
Le immagini che scaturiscono da ambedue le vocazioni, desiderio e nostalgia, sembrano riferirsi ad una dimensione simbolico-narrativa connessa all’idea proustiana del tempo ritrovato, cioè di un’esistenza parallela in cui approfondire la propria sensibilità verso luoghi, oggetti ed esperienze, in costante tensione verso l’unica vera meta che è la conoscenza, quindi il suo potere taumaturgico, liberatorio.
Sebbene con un’emotività del gesto pittorico che muta in relazione alla messa a fuoco del soggetto, come in una ipotetica ripresa filmica delle visioni interiori, le immagini sono sempre ben strutturate entro la presa della composizione, nel segno di una volontà di controllo da parte della ragione, che si è perduta all’inseguimento del suo grande sogno: far combaciare ogni elemento, seppur contraddittorio, in una sorta di disegno divino, realizzare l’impossibile, ciò che si tende ad escludere dal reale ma che intimamente lo permea.
Protagonista indiscusso è il luogo, inteso come spazio domestico della vita, come paesaggio naturale o antropizzato, oppure incarnato nella sua metafora, il teatro. Ma anche, dal punto di vista più strettamente pittorico, la luce, il suo comparire inatteso ma mai inutilmente inseguito, la sua natura ambigua di strumento di gioco per costruire e simbolo di speranza.

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